Vetiver e Food Forests

Vetiver e Food Forests

Una delle applicazioni meno conosciute del Vetiver è quella di supporto sinergico all’arboricoltura.

La realizzazione di una Food Forest spesso comincia da zero, su un terreno acquistato di recente e che di recente ha terminato il suo sfruttamento intensivo nell’azienda agricola di qualcuno.

Il minimo che può capitare in questi casi è che la struttura fisica del suolo sia stata pesantemente lavorata e finemente triturata, vi sia una suola di coltivazione appena sotto i 50 cm di profondità e probabilmente qualche ristagno idrico. Probabilmente tutte o quasi le essenze spontanee che si vedono, parlano di stress, eccessi di azoto e struttura al collasso. In questi casi far attecchire e far crescere velocemente una Food Forest non è cosa da poco.

La smart solution fu proposta la prima volta da Tony Cisse di Vetiver Senegal, che sistemò piante di Vetiver sulla linea di spiovenza della chioma di alberi da frutto piantati di recente.

Personalmente applicherei questa tecnica con alcune modifiche in stile Permacolturale:

Un semicerchio di piante, aperto dal lato Sud attorno al fruttifero per generare un microclima funzionale ad intrappolare il calore invernale; la pacciamatura che si sistema alla base dell’albero non potrà più essere strappata via dal vento e si composterà più velocemente, mentre la gramigna sarà tenuta lontana dal fruttifero molto più agevolmente.

Il Vetiver è anche apprezzato per la sua avversione nei confronti della suola di coltivazione e per generare risalita per capillarità di umidità e microelementi nei periodi più caldi.

Sul piano simbiotico invece, il Vetiver ha una spiccata capacità di emettere nel terreno segnali elettrici e bio-chimici che attivamente richiamano funghi micorrizici e batteri simbiotici in grande varietà e quantità; le radici superficiali di alimentazione del fruttifero che giungono in contatto con l’apparato radicale del vetiver beneficieranno dall’aumento molto veloce di acidi umici e dal miglioramento della struttura fisica del terreno dovuti a questa associazione. Ne deriva una crescita più robusta e veloce del fruttifero al centro di questa associazione ed una maggiore capacità di ritenzione dell’umidità

Si noti però che il Vetiver è una pianta pioniera che necessita di pieno sole, per cui quando la chioma crescerà mettendo in ombra le piante di Vetiver, queste recederanno a cominciare dal lato Nord.

In ogni caso l’associazione tra Vetiver e Food Forest produrrà oltre al beneficio diretto agli alberi ed un valido ausilio nella lotta biologica integrata, anche un netto miglioramento della qualità del suolo che, dal versante interno si muoverà presto verso l’esterno del sistema. In aggiunta fornirà una più che sufficiente quantità di paglia per pacciame fortemente alveolata ma lenta a decomporsi per l’elevata presenza di lignina.

Se si volesse mantenere nel tempo la situazione di microclima e sinergia dopo l’attecchimento e le prime stagioni di crescita, si dovranno spostare le piante di Vetiver più esternamente man mano che la chioma cresce; fino ad arrivare ad una associazione stabile quando la pianta ha raggiunto la sua forma definitiva.

 

By | 2017-01-27T21:03:34+00:00 gennaio 27th, 2017|Agricoltura|0 Comments

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