Fitodepurazione e Ricerca

Fitodepurazione e Ricerca

Anche quest’anno voglio chiudere con un bilancio obbiettivo dei risultati ottenuti: considerando il posizionamento geograficamente difficoltoso dei siti produttivi ed i costi connessi all’essere presente laddove si utilizzano le piante che produciamo, quest’anno abbiamo deciso di spingerci maggiormente in campi che consentano una rapida consegna di prodotti ( e-commerce) e che questi siano dei “prodotti finiti”, che consentano cioè una applicazione molto rapida, di sicuro successo nell’attecchimento e con minima necessità di consulenza, se non nella fase progettuale.
Abbiamo individuato due aree di lavoro che ci danno questa possibilità: al dissesto idrogeologico, nostro “core business” da sempre, migliorato con prodotti radicati e micorizzati che abbattono decisamente i costi di posa ed i tempi di ingresso a regime, abbiamo aggiunto la fitodepurazione; non tanto nelle sue necessità progettuali, che per noi sono difficili da seguire in fase di realizzazione, ma piuttosto nel migliorare un prodotto specifico già esistente, l’ Isola Verde Galleggiante, che si applica ovunque vi sia un accumulo di acqua la cui qualità vada preservata o migliorata, sia esso un invaso per scopi agricoli o di allevamento, un terzo stadio di affinamento derivante dalla depurazione di reflui, oppure anche un sistema di fitodepurazione a se di tipo a flusso superficiale (FWS), che necessita di ampie superfici poco profonde. A ciò si aggiungano i bacini di lagunaggio di acque reflue di procedimenti industriali quali la premitura delle olive, le acque di vegetazione, molto ricche di molecole organiche, costose da demolire ed inquinanti in fognatura e nell’ambiente; in ognuno di questi casi e molti altri è possibile con poca spesa, migliorare o mantenere la qualità dell’acqua. Il concetto di base dell’Isola Verde Galleggiante è molto semplice e già noto: il film batterico aerobico associato alle radici fluttuanti è nutrito dall’ossigeno fornito dalle piante, sono i batteri ad assorbire gli elementi e a trasformarli in nutrimento che la pianta estrae; in più se la pianta è in grado, come in questo caso, di tollerare grandi quantità di elementi, il sistema è inseribile in situazioni anche molto compromesse.

Noi sappiamo anche che il film batterico che opera questa trasformazione è presente nel substrato su cui la pianta si ancora e prospera, per cui abbiamo visto la possibilità di migliorare l’azione di depurazione inserendo nelle Isole Verdi Galleggianti un particolare substrato misto, addizionato di biotecnologie, che aggiunga una notevolissima quantità di vita microbica all’intero sistema migliorandone la performance. Va aggiunto che essendo la pianta soggetta a dormienza invernale, l’aumento delle superfici interessate dal film batterico, produce una attività residua di filtraggio dell’intero sistema, molto più pronunciata in quei mesi in cui la pianta non opera attivamente.

In buona sostanza, ci sentiamo di aver molto migliorato una applicazione poco sfruttata ma decisamente utile ed economica, ed in più la abbiamo sottratta ad una logica artigianale che ne limitava decisamente l’applicazione utilizzando design pratici e robusti che consentano la durabilità nel tempo.

Insomma un anno proficuo di lavoro e riflessione; un buon anno.

(Photo courtesy of TVNI)

By | 2016-01-04T17:45:15+00:00 gennaio 4th, 2016|Acqua, Applicazioni, Inquinamento|0 Comments

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