Fisiologia

Fisiologia 2017-07-06T09:14:44+00:00

 

Il Vetiver è una pianta erbacea perenne, della famiglia delle Graminacee, il suo portamento è eretto ed il fogliame è in parte rigido. La sua altezza varia in base al clima ed alla gestione: può raggiungere i 2,50m di altezza nelle zone italiane più calde quando non subisca tagli. la pianta è certificata sterile dal USDA, non ha la capacità di far germinare i propri semi, non è invasiva in alcun modo, è quindi da considerarsi sicura per l’introduzione in ogni ambiente.

Non dissemina, ma produce degli steli fioriferi dotati di nodi, da cui possono generarsi sia nuovi getti che nuove radici; questo fattore è importantissimo nel permettere alle piante di adattarsi dinamicamente ai nuovi livelli che il terreno continuamente presenta a seguito di piccoli cedimenti o flusso di sedimento tra le siepi.

Questa particolarità va tenuta ben presente quando si compari questo tipo di soluzione per il contrasto al dissesto con altre basate sull’utilizzo di strutture rigide quali cemento armato o gabbioni, che per loro natura non presentano fattori di adattabilità.

L’apparato radicale è fascicolato, ossia porta sottilissime radici in grandi fasci; le dimensioni delle radici variano tra 0,2 e 2mm ed hanno la proprietà di avvolgere il sottosuolo, compresi gli ostacoli senza introdurre tensioni; si crea così una gabbia che, in base al clima dell’area di applicazione può arrivare fino a 4-5m di profondità, ed almeno 2m di profondità nel primo anno di vita.

 

Il Vetiver tollera un ampio spettro di pH: si adatta bene tanto a terreni fortemente alcalini come i fanghi rossi (pH 10-10,5) della lavorazione della Bauxite, quanto terreni molto acidi (pH 3,0)

La pianta agisce come una pianta pioniera mitigando le condizioni più avverse e preparando il terreno per il naturale ritorno delle essenze locali più adatte; tollera una grande varietà di metalli pesanti anche in grande concentrazione; tollera acque e terreni fortemente salinizzati ed inquinati.